Prima auto francese più venduta al mondo con oltre 8 milioni di unità, commercializzata in oltre 100 Paesi, Renault R4 è un’icona che nasce da un concetto espresso nel 1956, Pierre #Dreyfus, all’epoca presidente della Régie nationale des Usines Renault, quello dell’“automobile blue jeans”. Alla stregua di un capo di abbigliamento, diventato universale, Dreyfus immagina un’auto versatile, economica, mondiale, adatta all’evoluzione delle società, che si delinea agli albori degli Anni ’60. «L’”auto blue-jeans” ribalta le convenzioni, alla stregua dell’omonimo capo di abbigliamento, «che si può indossare in qualunque circostanza, se non si hanno pretese snobistiche o di conformismo sociale» spiega Dreyfus «(un capo di abbigliamento) che si rende utile in qualunque circostanza, che ti porti dietro dappertutto, che non costa molto, che si può sostituire senza rimpianti…».
Dopo cinque anni di sviluppo, la prima Renault trazione anteriore è svelata alla stampa e poi esposta al Salone di Parigi, nel 1961. Al lancio sono presentate tre versioni ed una furgonetta: la R3, che scomparirà dai listini l’anno successivo, R4 e R4L (dove “L” sta per Lusso), che diventerà rapidamente l’appellativo di Renault R4 nel cuore dei Francesi.
La Renault R 4 è una piccola station wagon a 4 porte dotata di un ampio portellone posteriore sollevabile, caratterizzata da una finitura molto semplificata (parabrezza piatto senza curvature, vetri anteriori scorrevoli, ruote prive di copriruota, paraurti tubolari verniciati, sedili in tela su un’intelaiatura tubolare, cerniere delle porte a vista).
Per contenere i costi di produzione, la Renault non utilizza la classica scocca portante, bensì una semi-monoscocca in cui la carrozzeria è avvitata ad un telaio e, per la prima volta su una sua autovettura di sua produzione, la trazione anteriore. Il motore è il già noto 4 cilindri ad asse a camme laterale e valvole in testa di 747 cc della Renault 4 CV disposto longitudinalmente dietro alle ruote anteriori ed abbinato ad un cambio a sole 3 marce.
Un successo immediato

L’auto seduce immediatamente per il suo abitacolo ineguagliabile, i bassi costi di esercizio e la capacità di adattarsi a qualunque esigenza di utilizzo. Ad appena sei anni dal lancio, Renault 4 supera il traguardo della milionesima unità prodotta. Da allora, continuerà ad inanellare record, fino a toccare una produzione totale di 8.135.424 unità, in trentun anni di carriera. Renault 4 riscuote successo anche all’estero: è prodotta o assemblata in 27 Paesi (Francia esclusa), compresi i più distanti, come l’Australia, il Sud Africa, il Cile o le Filippine. Ogni sei unità su dieci risultano vendute oltre i confini francesi.
Durante il suo lungo periodo di commercializzazione, non mancano varianti come la Rodeo e numerose serie speciali tra cui le più celebri, in Francia, sono la Parisienne (1963), la Safari (1975), la Jogging (1981), la Sixties (1985).

Quattro serie diverse
Il pubblico però vuole qualcosa in più. Nel 1964 la Renault ripropone la R 4 in una veste più accessoriata (qualche cromatura, migliori rivestimenti interni, alette parasole…) che si riconosce esternamente per il terzo finestrino laterale posteriore, ma soprattutto dotata di un motore di 845 cc con il quale la potenza sale a 30 CV. Tre anni dopo arriva anche il cambio a 4 marce.
Nel 1975 è la volta della terza serie, riconoscibile esternamente la mascherina di colore nero che tre anni dopo, oltre ai paraurti e fascioni laterali in plastica, riceve un motore di 1.108 cc derivato da quello già adottato sulla R 8 e sulla R 6 TL, ma qui riproposto con potenza ridotta a 34 CV.
Nel 1986 la Renault R 4 cambia ancora una volta motore ed adotta quello di 956 cc della Supercinque e soprattutto per la prima volta i freni anteriori a disco.
La R 4 è anche protagonista di un ’omonimo campionato e di prove mitiche, come il Rallye di Montecarlo o la Parigi-Dakar, dove si aggiudica il terzo gradino del podio. Nel 1992, questo incredibile successo è coronato dalla serie speciale numerata Bye-Bye.
